Ci siamo, è di nuovo ora di pensare alla Prima della Scala.
Quest’anno “Don Giovanni”. Tanto perchè noi di opere belle non ne abbiamo, per inaugurare la stagione del teatro d’opera più famoso del mondo.
Vabbe’, non che Mozart mi dispiaccia, sempre meglio del trituramento di cojotes derivante da Wagner. Però, vabbe’, a me piace altro.
Comunque.
Don Giovanni. Cast stellare: la Netrebko, Filianoti, la Frittoli.
Barenboim che dirige.
Robert Carsen alla regia.
Ecco, lasciamo perdere le considerazioni su cantanti e direttore, ci penseremo a Prima ascoltata.
Parliamo di questo regista. Robert Carsen. Un professionista che ha curato la regia di una Turandot mettendo in scena una enorme sedia, un enorme armadio e un enorme lettone (un elemento per ogni atto) e ha vestito il coro in sottoveste (le donne) e in canottiera (gli uomini). Tutto quello che ha speso per far costruire gli enormi monoarredi lo ha risparmiato nei costumi. Magari se li sono anche portati da casa, i poveri coristi, una sottoveste e una canottiera.
Ora. Io credo che con Don Giovanni non sia arrivato a tanto. Voglio dire, Turandot è “facile” da destrutturare, con tutte quelle giapponeserie etc… Non che Don Giovanni non possa essere stravolto da una mente malata, ma insomma, il gioco è meno semplice, a mio parere. C’è da dire che dopo il cubotto del Macbeth di qualche anno fa e la Carmen della Emma Dante, la Scala potrebbe riservarci altre piacevoli scorrerie nel campo dell’incredibile.
Ma staremo a vedere. Siete pronti? Guarderete la diretta su Rai5?
Io son già nel mio palchetto privato, con generi di prima necessità e telefono a portata di mano per i pettegolezzi da foyer.
Ho anche deciso che nel caso fossi là (nel caso in cui, per esempio, la Marini decidesse di darmi il suo biglietto…e potrei portare anche un’amica…), indosserei un abito vintage.

Sapete com’è, la crisi…

















