Non son più le 5 stelle di una volta

Una volta, l’espressione “5 stelle” era sinonimo di qualcosa di veramente valido. Solitamente si usava riferendosi a strutture alberghiere curate, di lusso, in cui oltre agli asciugamani puliti e il letto rifatto trovavi fiori, cioccolatini e una bottiglia di champagne. Strutture in cui, oltre alla cuffia da doccia e i saponini, trovavi lo spazzolino da denti, la schiuma da barba, la crema per il viso, l’asciugacapelli vero e non quei buffa-aria calda che ti cuocevano la testa.

Insomma, qualcosa di eccellente o comunque molto superiore alla media.

Di questi tempi le cose sono cambiate. 5 stelle è sinonimo di antipolitica. E a me l’antipolitica non piace. Perchè non posso sopportare di avere gente che mi dice “La destra e la sinistra non esistono più” e poi se fai antipolitica non crei un movimento con il quale proponi liste alle elezioni. Amministrative, ok, ma il capobranco ha appena annunciato “Ci vediamo in parlamento” Quindi, vuoi fare politica.

La politica non è una cosa brutta e sporca o almeno non dovrebbe esserlo. Aristotele parlava dell’uomo come animale politico, riferendosi alla polis e alla sua amministrazione che doveva mirare al bene di tutti. La politica riguarda tutti noi, ricordiamocelo. La politica è anche, in qualche modo, occuparsi dello Stato in cui viviamo.

Io un comico che mi parla di antipolitica proprio non lo reggo. O meglio, mi va bene se lo fa nei suoi spettacoli, ma non durante i comizi elettorali per promuovere il proprio candidato. Non credo, inoltre, ad un movimento che non sceglie i suoi candidati con le primarie, per esempio, consultando la base dei “militanti”. Stiamo parlando di un movimento, eh, che però si deve comunque rifare alle direttive che arrivano dalla “testa”, per così dire.

Non mi piace, non mi piace per nulla.

 

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Senza un titolo particolare, perchè non è che sia proprio una cosa sensata…

Uff.

Ho voglia di un abito con lo strascico. Frusciante.

Ho voglia di camminare con le scarpe col tacco.

Ho voglia di leggere un libro che mi prenda, mi emozioni, che mi faccia venire quella famelica voglia di finirlo solo per poi andarmi a rileggere le parti che mi son piaciute di più.

Ho voglia di vedere un balletto, con tutù e scarpette da punta: una cosa classica proprio.

Ho voglia di una sciarpa rossa.

Ho voglia di un film che mi piaccia, che mi faccia piangere o ridere a crepapelle, ma senza troppe robe impegnate.

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Rileggere e vedere? Vedere e basta?

Ecco, questi sono alcuni dei dubbi che mi sta suscitando l’uscita nelle sale della nuova versione cinematografica di Bel Ami di Maupassant.

Ora.

Vado o non vado?

Insomma, Georges Duruoy ( o Du Roy, come poi si farà chiamare) non è un personaggio amabile, ma conquista. Maupassant non fa di lui un mascalzone simpatico o un cattivo mefistofelico all’altezza del proprio ruolo. Georges è un arrampicatore sociale, cinico, stronzetto, approfittatore, opportunista. E’ un uomo mediocre. Sono le donne ad avere ruoli più accattivanti, da Madeleine Forestier a Madame Walter fino a Clotilde de Marelle, forse la più furba di tutte.

Il romanzo acchiappa, c’è poco da fare. La storia è intrigante e Georges, anche se non si attira le simpatie del lettore, è comunque un gran personaggio romanzesco.

Dunque.

Nel film Georges è interpretato da Robert Pattinson. Edward il vampiro, ok?

Ecco, questa è una di quelle occasioni in cui mi viene addosso un pregiudizio grande come un masso erratico.

Sul cast femminile nulla da eccepire: Uma Thurman sarà Madeleine, Kristin Scott Thomas M.me Walter e Christina Ricci la giovane Clotilde.

Ma Pattinson? Ora, bello è bello, ne’, per carità. Gli abiti di foggia Ottocentesca poi fan di chiunque un figurino. Ma più che un cinico seduttore mi sembra un toy-boy.

Quindi, vado o non vado? Vado dopo aver riletto il romanzo o vado e basta? Rileggo e sto buona buonina aspettando l’uscita in dvd?

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Sogni da pppppaura (in tutti i sensi)

Ok, sapete che io ogni tanto faccio sogni de pppppaura. Incubi terribili, urli disumani compresi, che fanno fare “ginnastica coronarica” al mio povero Augusto Consorte. Non che io mi diverta, però mi dispiace per lui, anche perché io poi dopo un po’ di agitazione riprendo il sonno dei giusti, lui fa un po’ più di fatica.

Stanotte tentavano di rapirmi. Tre vampiri tentavano di rapirmi. Tre. Bruttarelli, veramente terrificanti. Sporchi, puzzoni (come faccio a sapere che puzzavano? Non lo so, ma avevo questa fortissima sensazione di ribrezzo). Privi di qualsivoglia fascino. Cercavano di infilarmi…IN UNA PANDA!!!!!.

Allora.

Io dico.

Con tutto questo proliferare di vampiri belli, aristocratici, educati, vegetariani, elegantissimi, A ME DEVONO CAPITARE TRE BRUTTI SFIGATI IN PANDA?

Voglio dire, partendo dal Vampiro di Polidori, passando per il Conte, unico e grande insostituibile succhiasangue, facendo una sosta dentro Buffy l’ammazzavampiri (Angel o Spike?), passando anche, perchè no, dalle parti dello sbarlusento Edward, a me devono capitare gli sfigati? Perchè?

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Il tempo passa

Ok, è dalla Prima della Scala che non scrivo alcunchè.

Sono stata maleducata, manco gli auguri per il nuovo anno, niente.

Vergogna.

E’ che, non so come dire, non riuscivo a riqualificare questo mio salotto virtuale.

Ora però, complice un periodo un po’ così, stressante piuttosto e anzichenò, riassaporo il gusto di avere uno spazio mio, in cui dire quello che penso, con la libertà che deriva da questo “anonimato”, quello che non ho sui social network. Ecco, qui posso essere io e dire le cose senza paura che qualche mio conoscente o collega o chicchesia si possa risentire.

Dunque.

Mi girano vorticosamente, ma tanto, perché sul lavoro è sempre complicato.

Ora, mi sento già nelle orecchie le voci di quelli che mi dicono “Ma di cosa ti lamenti, un lavoro ce l’hai, pagato tutti i mesi e con gli annessi e connessi”. Vero. Sacrosanto.

Ma non è che per forza debba toccare a me pagare per tutti quelli che non hanno questa fortuna.

In questo periodo di ambaradàn, in cui ho 3mila cose da fare, son riuscita a sgranocchiarmi un giorno di ferie. UNO. E poi passo la domenica a non star bene, a piangere per delle minchiate e a far star male le persone intorno a me, LA persona che mi sta accanto. Cioè, piango perché la gatta mi fa la pipì in casa, capito? Lavo il divano con acqua e ammoniaca e piango. Non ha senso tutto ciò, non ha senso.

Per cui, ho appena approfittato, ratta come una sabina, dell’opportunità di stare a casa domani.

Cosa farò non lo so, ma sicuramente mi prenderò del tempo.

 

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La Prima si avvicina

Ci siamo, è di nuovo ora di pensare alla Prima della Scala.

Quest’anno “Don Giovanni”. Tanto perchè noi di opere belle non ne abbiamo, per inaugurare la stagione del teatro d’opera più famoso del mondo.

Vabbe’, non che Mozart mi dispiaccia, sempre meglio del trituramento di cojotes derivante da Wagner. Però, vabbe’, a me piace altro.

Comunque.

Don Giovanni. Cast stellare: la Netrebko, Filianoti, la Frittoli.

Barenboim che dirige.

Robert Carsen alla regia.

Ecco, lasciamo perdere le considerazioni su cantanti e direttore, ci penseremo a Prima ascoltata.

Parliamo di questo regista. Robert Carsen. Un professionista che ha curato la regia di una Turandot mettendo in scena una enorme sedia, un enorme armadio e un enorme lettone (un elemento per ogni atto) e ha vestito il coro in sottoveste (le donne) e in canottiera (gli uomini). Tutto quello che ha speso per far costruire gli enormi monoarredi lo ha risparmiato nei costumi. Magari se li sono anche portati da casa, i poveri coristi, una sottoveste e una canottiera.

Ora. Io credo che con Don Giovanni non sia arrivato a tanto. Voglio dire, Turandot è “facile” da destrutturare, con tutte quelle giapponeserie etc… Non che Don Giovanni non possa essere stravolto da una mente malata, ma insomma, il gioco è meno semplice, a mio parere. C’è da dire che dopo il cubotto del Macbeth di qualche anno fa e la Carmen della Emma Dante, la Scala potrebbe riservarci altre piacevoli scorrerie nel campo dell’incredibile.

Ma staremo a vedere. Siete pronti? Guarderete la diretta su Rai5?

Io son già nel mio palchetto privato, con generi di prima necessità e telefono a portata di mano per i pettegolezzi da foyer.

Ho anche deciso che nel caso fossi là (nel caso in cui, per esempio, la Marini decidesse di darmi il suo biglietto…e potrei portare anche un’amica…), indosserei un abito vintage.

abito_vintage

Sapete com’è, la crisi…

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InsMix

Il titolo del post deriva dal fatto che parlerò di tutto un po’.

Dunque, partiamo da sabato.

La Compagnia di Spettacolo nella quale presto il mio umile servizio ha messo in scena una Cena con Delitto.

Una cosa in cui ci sono delle persone sedute a tavola che mangiano e degli “attori” che mettono in scena una trama gialla: gli astanti mangianti dovranno poi trovare la soluzione dell’intricata vicenda ed individuare il “sasìno”.

Quest’anno il Bagonzino, il nostro sceneggiatore/regista ha avuto la grandissima genialata di inserire alcuni brevi filmati per far capire meglio alcune dinamiche e situazioni ed annoiare di meno gli “investigatori”. Inutile dire che ci siamo divertiti da matti a realizzare questi brevi interventi cinematografici e che al pubblico sono piaciuti.

Per la cronoca, l’assassina non ero io, anche se molti dei partecipanti mi hanno indicata come colpevole, chissà come mei…

Vabbe’.

Durante una delle pause mangerecce, la mamma di una mia carissima amica, insegnante di materie “letterarie” in pensione, mi ha fatto un complimento bellissimo: “Sarebbe stato splendido averti come allieva”. WOW! Io le ho spiegato che in realtà ero una rompibolle di professione, ma lei ha ribadito la sua idea: “Avercene di rompibolle come te!”. RI-WOW!

Ho finito l’ultimo romanzo di Baricco. Mi è piaciuto. Sì, proprio tanto, anche se in alcuni momenti ho avuto l’impressione che Alessandruccio mi volesse fregare. Invece no, alla fine tutto torna. La sua galleria di personaggi strampalati funziona, eccome. Quindi, consigliatissimo.

Ieri sera ho visto Breaking Dawn parte prima, con le amiche Vampirette di sempre (La Pilla e la Sere) e l’ultima arrivata nel club delle fuori di testa per Edward Cullen, la DonnaCiùssa.

Ce la siamo goduta la proiezione del lunedì: nessuna adolescente urlante, ma un pubblico più o meno nostro coetaneo, spettacolo delle 19.45, posti comodissimi.

Che dire? Bello, mi sono divertita ho pianto tanto. E ho anche fatto qualche sana risata, perchè al lunedì, al cine, il commento è libero.

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LadyMacbeth is back

Dunque.

Partiamo dal presupposto che non ho scelto un nickname a caso. C’è l’amore per Shakespeare e la passione per un personaggio meraviglioso che ha dato il “la” a particamente tutte le dark ladies da lei in poi, anche se nessuna è alla sua Altezza.

Quindi, come il mio alter ego, sono cattiva e mi disegnano così.

Però.

Però quando dico le cose non le butto lì come se fossero briciole ai piccioni. Io odio i piccioni.

Non dico minchiate solo per dare aria alla bocca e se la mia franchezza o il fatto che quando devo dire cose serie e pesanti non mi metto a fare arabeschi danno fastidio a qualcuno che si è sentito ingiustamente chiamato in causa non me ne scuso.

Me ne frego, ok?

La cosa che mi fa girar las bolas è che le persone in questione, invece di tirar fuori quelle due olive secche che stanno al posto di quelle che dovrebbero essere le palle, mi fanno bacchettare dall’amico più grande, dal capoclasse.

Allora. Io non ho tempo da perdere dietro cazzate come queste.

Non spreco altre parole per spiegare perchè il cerchio è rotondo.

Non ho intenzione di rispondere ad una polemica sterile, puerile e mal condotta.

Ma se mai qualcuno di questi “Capitani Coraggiosi” avrà il coraggio di rivolgermi la parola per dire qualcosa, allora saranno VERAMENTE guai.

Detto questo (Umano avvisato, Umano mezzo salvato),  sapete una cosa? La giornata di oggi ha avuto dei prodromi già ieri pomeriggio. Sono uscita dall’ufficio con le paturnie, sono arrivata a casa e appena entrata mi hanno dato il benvenuto delle splendide ortensie azzurre, che l’Augusto Consorte aveva colto per me.

Ora. Stasera le ortensie saranno ancora sul mio tavolo, mentre quelle persone lì…boh?

Saranno probabilmente tristi, sole, in compagnia di un piatto precotto davanti alla televisione, che comincerà a fare i cubetti proprio quando inizierà il loro tristissimo programma preferito. Il gatto vomiterà sul tappeto, il cane piscerà in casa, i termosifoni andranno in blocco e probabilmente i pigiami pesanti saranno tutti in fondo agli armadi. Per il freddo, la triste cena precotta rimarrà loro sullo stomaco e scopriranno con terrore di non avere né Plasil, né Imodium in casa.

Passeranno una notte d’inferno, mentre io me ne starò sul mio bel divano, con almeno 20 gradi in casa, la copertina, il pigiama pulito.

Sì, perché chi dice la verità, anche se è stronzo, vive e dorme meglio.

Buon week-end.

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Io e twitter

Ho anche un account su Twitter, ebbene sì.

Ora, voi direte “E perchè mai ce lo dici, soprattutto se non ci dai il contatto?”.

Perchè oggi parlavo con un’amica dell’abbiocco del dopo pranzo e le dicevo che per combattere l’assopimento post prandiale solitamente mi leggo i tweet di Robertuccio Bolle.

Già.

Fateci un giro, se vi capita. Perchè oltre a chiacchierare, a dirci dove sta in quel momento e amenità varie lui pubblica foto. Delle città dove si trova, delle sale prove, dei teatri. Poi ad un certo punto ti imbatti in quelle in cui si ritrae appena sveglio.

E lì, come dire, cominci ad ossigenare, come dice la mia amica. Oppure hai gli ormoni che fanno un doppiosaltomortalerovesciatoconavvitamento. Carpiato.

La chiacchierata si è poi spostata sul fatto che probabilmente anche lui, Robertuccio, la mattina ha l’alito di uno yak. Io mi immaginavo che sapesse di violetta.

Comunque, dalle foto non si sente….

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Avviso ai naviganti

Signore e Signori, Damigelle e Cavalieri, umanità varia che passa di qui…

Solitamente non sono minacciosa (vero, amiche?)

Però alle mie cose ci tengo.

Ora.

La foto dell’header è MIA.

L’ho scattata ed editata IO ME MEDESIMA.

Per cui, se vi piace così tanto che proprio non potete farne a meno, chiedetemi di poterla utilizzare e forse ve ne darò facoltà.

Se becco qualcuno che se ne approfitta son dolori.

Nel caso in cui la foto vi sia del tutto indifferente, se volete parliamo del fatto che siamo ad ottobre e sembra maggio.

Sarebbe fico, compirei di nuovo i miei…ehm…29 anni e avrei diritto ad altri doni.

Se nemmeno questo discorso vi interessa, andate a comprarvi Focus. O Confidenze. O qualsiasi altra cosa che vi porti lontano d awui.

Buona Giornata!

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